Altissima grazia
Pierfrancesco Roberti
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schiaffo di una pietà inanellata nel silenzio,
altissima grazia tu che hai pregato le lacrime rotte dal buio,
porta del paradiso tu che apri la soglia dei nostri fiori,
amo la bellezza vergata dalle strofe succhiate d’arcobaleno,
altissima donna tu che bisbigli la dolce pietà del tuo unico figlio,
furioso cristallo di zefiro tormentato dagli occhi di diamanti,
vera grazia che illumini la parentesi sinusale dell’infinito,
o fiore tardivo tu che cresci la soffice nudità della solitudine
chiusa di un gioco di parole vestito di solitario d’alambicco
tuono di una grazia che fu vergine
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Pierfrancesco Roberti
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