L'immane tenzone.
Troppe volte
son già morto e risorto
che i dardi del giovin Cupido
mi paion punture
di innocue zanzare!
Or tu, donzella dai rudi modi,
mi invii segnali ambigui,
mi metti le ali un giorno...
il di' seguente, maligna, me le tagli.
Attenta...
che alla fin della tenzone
chi vuol scottare
in un bagno di olio bollente
finirà!
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L'autore
primaverello
tra varie amenità sconcertanti la vita ogni tanto ti presenta il conto...ti guardi nelle tasche....cerchi....e ti accorgi,tra stupore e sbigottimento,ti avere delle vecchie lire...ricordi?....non valgon più nulla......
Commenti (1)
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AnnamariaMilazzo lightdark20 febbraio 2008
Gian, il poemicomico autore di questi versi alla Orlando Furioso, ormai avvezzo alle sofferenze, asserisce che le pugnalate del Cupido sono niente per lui di fronte alle estasi provocate da una ”dolce” donzella dal cuore mascolino! SIMPATICAMENTE CARINA!