Come la rosa in maggio
Guardarsi attorno, forse dentro,
essere debole, o anche scaltro,
sentirsi buono, oppure mostro,
comportarsi con abile estro.
Mettere in rima due versi,
forse solo, pensieri immersi
infondo, sono puliti e tersi,
della psiche son pensieri persi.
Proteste fatte per iscritto,
nella vita vò sempre dritto,
abbassar la testa, mai, affatto,
anche se si dice che son matto.
Con il rimuginare di frasi
sbocciati da si piccoli vasi,
l’arricciare d’egoisti nasi,
riflessioni come boschi rasi.
Vedere accanto ciò ch’è bello,
capir il senno, mi arrovello,
con la umile penna, favello
a uomini che usano cervello.
Forse solo dote questa mia
anche se spesso buttata via,
una incompresa melodia
compagna, vera malinconia.
Adesso si! Lasciate andare
queste frasi dal tono avare,
molte volte non si sa amare
quella soave voce del mare.
Non più di moda la poesia,
nemmeno un po’ di cortesia,
sé persa anche la fantasia,
si vive di sola frenesia.
Vorrei inviar un messaggio
all’uomo che si reputa saggio,
nel fare come rosa in maggio,
aprite la mente e, buon viaggio.
©
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Commenti (2)
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Paolo Ursaia20 febbraio 2008
Classiche quartine, per l'autore, pieno di sofferta disillusione; un animo non tranquillo, stretto in un dialogo intimo, che si allarga al lettore.
Alessio Scalzo21 febbraio 2008
Il tuo pensiero si legge fluido e scorrevole e piacevole... una poesia che mi spinge riflettere... e per questo una stupenda poesia...

