Guardiano del faro
You Don’t Know Me
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sopra lo scoglio
silenziosa prende vita la luce
spruzzi di mare impazzito
schiaffeggiano l'ombra
lo sguardo si perde
la luna
attaccata ad una nuvola
sorride ma tace
il cuore nel buio
cerca la pace
osservi
scruti
ammiri
il ruggire prende forma
s'alza
s'impenna
accenna... passi di danza
s'ode il fragore del mare passare sull'onda
contento di naufragare sulla sponda del mondo
più buia...
ridendo
la luce del faro..tu accendi
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (1)
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T
Thomas22 febbraio 2008
Il climax ascendente (i versi brevi al centro della poesia) rende perfettamente il senso di ”avere il fiato sul collo”. Ma il fiato di chi? Non di qualcuno. Ma della vita, dell'esistenza, di se stessi, delle bolle sel sogno... un fiato che si sente con ”passi di danza” (citandoti) . Mi son permesso di dire la mia opinione; per te avrò sicuramente, certamente un significato diverso. Bella, davvero.
