La canzone del fiume
Marina: un nome un destino... Nata tra le nebbie milanesi, sono approdata, seguendo il vento del caso, in una piccola città di mare, all'estremo ponente ligure. Da sempre innamorata delle parole, qualsiasi forma assumano, ne ho fatto ragione di vita e professione. Laureata in architettura, lavoro da sempre nel campo
Commenti (4)
E' una fiaba che incanta, per la dolcezza dei suoni che emerge da un mondo silenzioso e sommerso, nello scorrere lento del tempo, in un sogno si rispecchia l'armonia del creato... delicata, da rileggere e assaporare
Una fiba pervasa dalla malinconia dove il pesce si ritrova finalmente fuori dall'acqua nel mondo colorato. Nelle metafore si snoda una grande capacità di osservazione della natura anche introspettiva e ben espressa la voglia di gustare a volte anche il silenzio della riflessione esente da solitudine.
”Finché, un giorno speciale, il mio volo è durato quanto un’alba, o una notte, o un tramonto infinito. ” è piena di malinconia questa fiaba, e i due versi evidenziati sono secondo me il fulcro di tutto il testo... un desiderio di sciogliere il dolore, di luce, di bellezza e leggerezza, concretizzata nel volo... il linguaggio semplice della fiaba o della filastrocca, si fonde con la delicatezza dei paesaggi, e ci immerge nell'anima ancora bambina, o che desidererebbe esser tale, dell'autrice. il dolore ci forgia a suo piacimento, ma a volte un moto di ribellione ci prende e ci riporta alle origini. un tuffo stupendo...
Elegante introspezione, un pò malinconica, ma aperta alla vita; panorami interiori, che vengono spalancati al lettore con grazia ed armonia. Molto piaciuta



