Morte di un onorevole
Ultimo ritaglio d’aria
gorgoglia sussultando,
strozza in gola
mulinello di vita.
Scialbo barlume
di lucidità foliare
in sguardo assente
frantuma cocci
ormai volto
a cose non più terrene.
Lapida povera carne
in viluppo
di atavici rimorsi
il peso della coscienza
e cala sulla scena
il velo dell’ultimo sipario.
Or parola spenta
mendace
niuno incanta più.
©
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Commenti (2)
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Paolo Ursaia26 febbraio 2008
Acre, secca poesia, tragica, come la scena ed il personaggio dipinti. Molto piaciuta
I
Il Massimale26 febbraio 2008
Parole che si intrinsecano in un lessico tanto pregiato, quanto elevato di innalzata poeticità!

