Il sacchetto
Caro sacchetto, non c'eri e m'arrangiavo,
t'ho inventato e m'hai rovinato.
se ti guardo io mi stupisco,
sono io che ti costruisco,
sei grande e piccino, che stupisci il mio bambino.
sembri più bello e coccolato, così scritto e colorato,
vai a spasso per la citta',
sei tu un attore... di qualita'.
I segreti tu racchiudi,
siano aperti siano chiusi,
i miei nonni non t'avevan mai visto,
come è bello... è tutto liscio!
Se ti butto via tu mi ritrovi un'altra via,
mi circondi la natura senza paura,
e' una tua cultura.
La campagna, il tuo amore,
la montagna, la tua storia.
Re dei fiumi, t'ho incoronato,
il suo gioiello più rinomato.
fu " Attila " un tuo antenato,
lo sporco il tuo creato,
l'immondizia, tua alleata,
dell'incivilta' ne fai il tuo vanto,
la città hai inginocchiato,
la natura violata e calpestata.
Nel mondo ti ho portato,
la fortuna c'hai trovato, guarda tu sto' fortunato...!
Che nessuno ci divida, neanche per invidia,
dal mio ingegno tu sei nato,
ed il mondo rovinato.
Del duemila tu sei il protagonista,
con me come cronista,
sei l'orgoglio del mio progresso,
con te il mio successo.
Io muoio e tu ancora resti,
per far felice altri fessi.
Nella mia mente, un dubbio m' è tornato,
della mia storia, il protagonista tu sei stato,
l'imbecille io che t'ho inventato,
ma non creato...?
©
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Commenti (1)
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Rasimaco28 febbraio 2008
versi tra ironia e satira, belli, originali e tanto reali...
