Follìa del dolore

Come sono distratta...
non riesco a trovare
la strada di te.
Una porta, le scale,
la valigia perduta,
la chiave di casa
che ho lasciato sul letto.
Non trovo il tuo gatto
che tornava la sera
è rimasto impigliato
nella rete di stelle
che ogni notte
da allora,
mi ricopre di te.
Ma perché non ti vedo?
se mi avevi promesso
che saresti tornato
come vento o gabbiano,
che mi avresti portato
anche oltre il destino.
Ma dov'è il mio bambino?
sei salito o sei sceso,
sei rimasto sospeso
hai per caso più freddo,
o stai meglio di prima?
Una lama di gelo
taglia fegato e cuore.
nel silenzio, in giardino
s'ode solo un lamento:
Dove sei, mio piccino?
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
D
Tutte le opere →
L'autore
Donatella Piras
Autrice metropolitana dai toni duri e taglienti, forti a volte spietati. Non è comunque raro seguirla in esplosioni emotive dalle note dolci che rasentano il classico. In ogni caso si tratta sempre di versi estemporanei e senza falsi pudori. Anzi, la sua è un’eterna lotta contro ipocrisie e luoghi comuni. Appas
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
B
Benedetta Cavazza Miciamalvina28 febbraio 2008
immagini veloci ma intense... come il bagliore d'un sole che illumina ma brucia insieme, ritmo che avvolge e trascina, sentimento espresso in modo perfetto che rende partecipi senza falso pietismo.Molto bella.