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Fiabe 4 marzo 2008 · lettura 1 min · 2148 letture

Cavaliere delle stelle

Clelia Maria Parente 412 poesie pubblicate
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Viveva un piccino con la sua nonna in prossimità di un bosco scuro Desiderava sempre sognare fra le stelle a cavallo di un destriero bianco Cercava una via d'uscita per innalzarsi in quel cielo blu Si trovò una notte di luna piena a guardar fuori dal suo abbaìno Rincorreva pensieri e voli quando a un tratto un forte abbaglio vide e una luce folgorante veloce gli sfrecciò accanto avvertì un sussurro... afferrò il raggio d'oro che intorno a lui guizzava Prese incredulo il sottile destriero a volare nel cielo si ritrovò. Divenne il cavaliere misterioso che cavalca la notte su un raggio dorato Lo vedono tutti i bimbi buoni e gentili che ubbidiscono sempre a mamma e papà.
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Le fiabe nella tradizione (Metodo Debailleud) non sono solo cose per bambini, ma rappresentano una saggezza millenaria che accompagna l'uomo per svilupparne creatività e talenti, pertanto esse ci fanno esprimere aspetti profondi ed essenziali del nostro intimo. Riguardo alla poesia essa significa due cose:da un lato, appunto, un tipo particolare di discorso parlato o scritto che si distingue da altri modi di comunicazione; dall’altro, invece, un’attribuzione di valore per cui si dice ”poesia” per dire qualcosa di bello, di importante, di riuscito, di meritevole di stima o di attenzione (da Franco Fortini - Che cos'è poesia? ) Enciclopedia Multimediale delle scienze5 marzo 2008
L'autore
Clelia Maria Parente

Mi presento. Sono Clelia, sposata serenamente e con una figlia, vivo a Roma dove esercitavo l' amata professione di insegnante. Dal carattere allegro, gioviale e sensibile, solare a detta di amici e conoscenti, ho sempre amato la poesia e con essa convivo in tutte le mie situazioni di vita, dalle più allegre fino al

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Commenti (4)

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Francesca Coppola4 marzo 2008

è un racconto alquanto semplicistico, non una poesia.

M
Marina Como5 marzo 2008

Ben raccontata con una chiusa con il monito che fà da morale una bella favola che si fà leggere sino in fondo. Tuttavia la mancanza di un ritmo nella ben ordinata struttura, di figure allegoriche, di rimandi introspettivi o particolari surreali negli scenari, non sembra optare per un testo poetico.

Rasimaco5 marzo 2008

Fiaba in versi di piacevole lettura adatti alla fantasia fervida quale può essere quella dei bambini in cui nel mondo fiabesco é più utile un lessico chiaro che uno tendenzialmente ermetico. Anche se tale non potrebbe sembrare é pur sempre POESIA, perché la parola deriva dal greco poiesis o da poimata dal verbo poieo = faccio, creo. Qualsiasi creazione, per quanto banale possa presentarsi ed avvicinarsi ad un testo similprosaico e pur sempre emanazione del pensiero o dell'anima, non deve essere, quindi rigidamente ingabbiata in schemi di vario genere... questo il mio modesto parere

R
Robylord5 marzo 2008

avevo scritto un altro commento, ma lo tolto per far posto a questo che mi sembra più consone, io ho apprezzato tantissimo la tua fiaba, sia come stile che come morale... ho tratto dal web queste parole sul significato-Le fiabe sono racconti che seguono uno schema narrativo molto semplice e lineare; presentano di solito una situazione iniziale in cui vengono brevemente delineati i personaggi principali, il luogo e il tempo della storia Ben presto emerge un problema, una situazione da risolvere, la complicazione attorno a cui si costruirà l’intera fiaba. Quindi avviene lo svolgimento della vicenda, fino a giungere a una conclusione, a un lieto fine in cui si superano le difficoltà e si risolvono i problemi- quindi non è semplicistica...