Amico libeccio
Con stile sadico da grande maestro
scuote violento le chiome dei pini
provoca il mare in segno di sfida
lui gonfia s’impenna e ruggisce veleno
l’orizzonte partecipe si rovescia e avanza
e il cielo si popola di viaggiatori alieni
ombre brune di frettolose illusioni
oggi s’è levato il libeccio
valente soldato fende impietoso l’aria
fischi di nave a urla divertite di gabbiani
capriccioso monello frantuma le onde
in arduo gioco di schiuma e specchi
e sputa irriverente scheletri marini
su arenili disfatti come letti
capelli lunghi e neri
vesti larghe e tormentate
ascolto
sguardo dritto e mento sostenuto
la sua voce di spirito libero
statua di sale e pietra
fusa con la scogliera
rapita dall’impeto di tanta natura
il cuore batte forte
come dentro a maestosa cattedrale
immagini mi prendono
intimità mai viste
assurde risposte attendo
richiami a frammenti d’infinito
stolte elucubrazioni
e domande altrove
respiro il piacere di tanta libertà
e sulle labbra il sapore del salmastro
ricorda quello di un uomo
non ho mai accettato
che la vita dovesse misurarsi a bicchiere
per me quasi sempre mezzo vuoto
e piango
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