Le stagioni morte
Le mani,
intorno al cielo,
disegnano code di nuvola
bianche.
Gli occhi
a metà
tra palpebre e pianto
rincorrono girasoli
con la testa all'ingiù.
Mentre guardo là fuori
m'accorgo che ogni cosa
fu detta,
ed ogni gesto
è consueto.
Dov'è lo stupore abbagliante
delle nostre primavere?
Eppur la fiamma brucia,
incurante
delle stagioni morte.
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L'autore
Mara Fiorentini
Nasco nel 1955 in un piccolo borgo situato nell'appennino modenese e lì rimango fino ai 18 anni, vivendo i primi anni 70 con la gioia di chi ha un mondo tutto nuovo da scoprire. Credo sia nata in quegli anni la voglia di scrivere, ma non ho mai considerato il mio bisogno di farlo come espressione poetica vera e propria
Commenti (1)
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Rasimaco7 marzo 2008
in questi versi, di per sè, molto belli leggo tanta nostalgia per cose passate che sembrano svanite per sempre e la malinconia che pervade tutta la poesia la fa da padrona nonostante dentro l'intimo della poetessa la fiamma arda ancora...
