L'ultima cena
Luce impertinente di così raro
tramonto colpisce come
rivoli di bruno sangue
occhi pieni d’inutile attesa
richiama a fisico risveglio
mani gelate di nostalgia
come natura morta
di candele esauste
resti nei piatti
e macchie di vino rosso
inno di libertà suonava
nell’aria
il tuo passo ardito
oltrepassando la linea del non ritorno
vuota di te la casa e l’anima
muta e fumante
immobile relitto sul campo
del tuo orgoglio di giovane imperatore
in un secolo di secondo
l’amore ha sbattuto la porta
©
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Commenti (3)
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N
Nicomar9 marzo 2008
versi che stimolano i pensieri, profondi messaggi aleggiano nello scritto, anima che cerca risposte a domande mai fatte in dialoghi muti. Stupenda stesura, poesia molto sentita...
Paolo Ursaia10 marzo 2008
Sentimenti, emozioni, che l'autrice condensa in versi eleganti, e che colpiscono profondamente. Molto piaciuta
Rasimaco10 marzo 2008
in questa composizione l'autrice riversa quanto il suo cuore non riesce a trattenere, dandoci versi toccanti quanto eleganti, che emozionano il lettore e lo stimolano a riflettere.

