Vento di morte
Ilguardianodelfaro
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Tuoni come sabbia negli occhi
che laceran di dolore
la vista morente.
Sibili assordanti
che inducono
solitudine e morte.
Timori di terrore
che albergano nell'animo spento
della umana vita distrutta.
Verrai da me,
busserai alla mia porta
ed io, indifeso,
ti farò posto nella mia dimora;
ti ascolterò e ti negherò.
Scivolerai lungo le mura del mio corpo
e spazzerai via la spada
dalla mia mano ferita
e sporca del tuo tiepido sangue invisibile.
Porterai lontano
negli infiniti spazi
il mio corpo straziato
da una presenza ormai assente
ma non riuscirai mai a portar via
la cupola imponente
della mia umile reggia... l'anima.
©
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L'autore
Ilguardianodelfaro
ilguardianodelfaro al secolo Denis Cornacchia, nasce a Cassino (FR) cinquantadue anni or sono, nel lontano aprile del 1960; appassionato di narrativa e poesia, da circa sette anni è in continua ricerca del proprio stile narrativo. Approda nel sito clubscrivere.it nel 2008 e per mancanza di tempo libero si allontana pe
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