19 marzo, festa del papà
Tu
gigante buono
forte e coraggioso,
grande come quercia
immenso come mare
caldo come sole
così sorgevi
del parvulo all’occhio
che timoroso vedea.
E quando tuonava l’ostro,
nelle sere d’inverno,
al tuo forte petto
stringevi
spaurito sguardo.
E quando l’aurora
il primo albor
tingea di rosa
orizzonte additavi
qual suo cammino.
Sguardo benevolo
piega del tempo
su bronzeo volto
arde luce d’amore
il suo aire hai aperto
or non incuti più paura.
Fermati!
oggi è la tua festa.
©
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Commenti (2)
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Paolo Ursaia19 marzo 2008
Vera poesia, in questi versi commossi, carichi di gratitudine. tanto stile, tanto sentimento
Giovanni Monopoli20 marzo 2008
è proprio vero dopo aver letto così belle parole ogni parola rimane superflua.Resta solo la bellezza di ciò che si è letto per l'enorme affetto dimostrato a chi ha saputo dare così bella risposta... bellissimo testo


