Sirena
Sparsi son gli anni che pensier raccoglie,
negli intimi sentieri del passato,
oziosi giaccion secchi come foglie,
braman l’oblio di un animo provato.
S’affaccia uggioso il dì che cenerino,
d’algido sol longevo intirizzisce,
d’ombra s’avvolge nel fatal cammino,
la vita col suo tempo che finisce.
Ma d’un tratto color d’arcobaleno,
il sentimento grave già rischiara,
grigior scompare al dilagar sereno,
per carezza di melodia sì rara.
A tal voce di grazia il ciel s’incanta,
agili note dipingon di colore,
destata speme che si fa cotanta,
immersa in un’armonia d’amore.
Toni soavi d’eleganza effondi,
inebriante onirica visione,
or che leggiadra al tuo udir confondi,
trepido cor vibrante d’emozione.
A stregato miraggio t’assomiglio,
ch’appare meco per mutar di canto,
al maliardo tuo suon dolce periglio,
resister mai saprò ch’ora è già tanto.
Epigono non son di cicisbei,
ma di Odisseo non miro a far l’istesso,
pòrtati col destino ai giorni miei,
il duettar con te bramo dappresso.
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L'autore
Gian Franco Dandrea
Fissare su carta mediante parole, le emozioni di un momento, le vibrazioni dell'anima, il recondito sentire, è come mettere insieme le tessere di un mosaico, è come dipingere o creare musica. Ecco, la poesia è tutto questo messo insieme, i versi danno colori, note musicali, vibrazioni al cuore, è una festa multimediale
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