In un pugno di sabbia

Mi chino.
Raccolgo un po’ di sabbia.
Granelli dorati danzano
sulla mia mano.
Ognuno diverso dall’altro
ma tutti importanti.
I miei sogni, i miei desideri,
i miei ricordi, i miei affetti.
Soffia il vento.
Decido di chiudere la sabbia
in un pugno
per cercare di trattenerla.
Anche se dovesse rivelarsi
un tentativo inutile,
perché probabilmente mi scivolerà
tutto tra le dita,
voglio provarci.
Chiudo il pugno, lo riapro
e gli ultimi granelli
attaccati sul palmo scivolano via.
Alcune volte gli sforzi compiuti sono vani.
Se la sabbia ti sfugge
non puoi che lasciarla volare via...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
A
Alessandro Sasso1 aprile 2008
Bellissima poesia. Una metafora molto intensa che colpisce, in tutta la sua verità, e ci lascia amareggiati per come la vita ci scappi proprio come un pugno di sabbia vola via con il vento. Il vento del destino, che non può aver rimedio perché così è scritto sul libro della vita. L'esistenza capita una volta in tutta l'eternità, ogni secondo non ritornerà mai più. La dura, triste verità del passare del tempo è questa. Gli anni, i sentimenti, tutto quello che abbiamo ci scivola dalle mani, per poi lasciarci addormentare... Versi molto profondi, piaciuta
O
Osvaldo Spizzirri1 aprile 2008
Dolcissima un granello la nostra mano destra... amica della sinistra il giudizio.. solo ha chi legge... stupenda..!!