Con te
Dimmi la verità.
Diagnosticami la mia malattia,
che io sappia di essere artefatto
e possa compiangere i miei resti.
Scoprendomi fulgente anzichè mio,
cambiando pelle quando sarà stagione.
Lasciami in pace ad aspettare la cena.
La tua sincerità fa sbattere la porta,
e adesso so di essere arrivato.
Non puoi lasciarmi riposare ancora?
Devi ridestare tutto ciò che è stato?
E rinnovare la mia caverna in attico?
Ma tu ripeti le vecchie meschinità,
lavate e lucidate perchè appaiano plausibili.
Quest'alba risplende,e tu sarai contenta.
La trama e l'intreccio sono sempre quelli,
ma io non posso più essere il protagonista.
Sai meglio di me che il copione è ridicolo,
ed ogni personaggio è solo un burattino.
Ma è così tardi per tirarsi indietro!
Cavalchiamo almeno fino al prossimo villaggio.
Non siamo altro che due eroi di latta,
grezze saldature i muscoli sfiniti.
Dobbiamo fidarci del nostro rottamaio,
tutti sanno che è una vecchia volpe,
e ricoprendoci di fronzoli illusori
potrebbe venderci a prezzo maggiorato.
Ma il tempo stringe e il pavimento scricchiola.
Mi hai portato in questa catapecchia,
promesso meraviglie e mantenuto fumo.
Adesso lasciami,devo tornare a casa.
Fammi uscire da questa sordida recita.
Non può continuare e la colpa è mia.
Ho tradito le tue ariose aspettative.
Ma ho raggiunto l'obiettivo che mi ero prefissato.
©
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Commenti (1)
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Mauro Zappi7 gennaio 2006
Molto combattuta... ribellione di un anima... bella, Paolo... Mauro