Non avessi avuto vent?anni
Calda nottata romana
mentre la piazza si sfolla
e ruzzola gi? una bottiglia
per le scale di Santa Maria.
L?uomo mi parla vicino,
sento la barba all?orecchio
e il puzzo di fumo e di vino
mi obbliga ad aprire un occhio.
Squallida immagine stampo
nell?angolo delle memorie:
quest?uomo ad occhi socchiusi
che in mano stringeva il suo pene.
Non avessi avuto vent?anni,
avrei provato a capire,
mi sarei limitato ad alzarmi
e ad andarmene senza infierire.
Ma mi sono levato di scatto
ed ho incominciato a picchiare
senza guardare pi? dove:
soltanto ad odiare e picchiare.
Ma, non avessi avuto vent?anni,
non mi sarei forse mai immaginato
di scolare boccali di birra
per una donna ed il suo rifiuto.
E di certo non avrei affidato
alle orecchie di uno sconosciuto
confidenze di giovane perso
accettando abbracci d?aiuto.
Poi, il resto, ? ancora confuso
tra le urla ed il sangue dovunque,
tra le corse di gambe in soccorso
e la fuga tra i vicoli al borgo.
A pi? di vent?anni distante
penso ancora a quell?uomo invadente
e conservo forte il dolore
per chi ? solo nelle strade del cuore.
©
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Commenti (1)
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Leaf8 aprile 2008
Letta d'un fiato... Una poesia che è racconto, che scava senza pietà, ma non dimentica la compassione... e forse l'empatia. Sia per l'uomo del lontano ricordo, sia per il giovane di allora: e con gli occhi resi più saggi dal tempo, e il cuore addolcito dall'esperienza... ecco nascerne quasi una ballata... molto molto piaciuta.
