Riso amaro.
Al rallenty il sole
nell'oceano di ghiaccio
rimbalza all'orizzonte
Il cane prosegue
restìo e inconsapevole
del tuo inutile istinto
ti segue a cercare
il fulcro della vita
dov'anche il sole è fermo.
Ma sembra ridere
continuando a ballare
nel tramestìo di luci.
Traballanti all'orizzonte
laddove la primavera
ricorda tanto l'inverno
-le scarpette di lana
e la sua calda culla-
ed il cielo è sempre terso
-come quelle iridi accese
sul candido cappottino-.
E ridi con l'astro
e piangi, e ridi
nel tapis roulant
della banchisa.
E al ghigno ti fermi
e croci il diario
al bordo del cerchio
che si restringe.
...E si allunga
nella rivincita
incombendo le coste.
Nella città lei già
affaccenda la cena
mentre cresce il profumo
di lasagne di piombo
si prepara la notte
da più di una sera
anche stasera...
Accanto ai tuoi piedi
nell'inusuale gelo
proprio fra i tuoi sogni
si accoccola un cane.
©
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Commenti (2)
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O
Osvaldo Spizzirri9 aprile 2008
”riso amaro” il titolo che dice tutto dello scempio, che abbiamo fatto della natura... L'autrice ci descrive un paesaggio, dove le figure si intrecciano nella natura, con un consapevole sapore di amarezza... anche un altro pezzo di natura, con le sue dscritte bellezze, alla deriva se ne va
Paolo Ursaia9 aprile 2008
Amare considerazioni... riflessioni poetiche, asciutte e dure, condivise. Molto piaciuta
