La golosa di Trieste
Grassa e rotonda signora
nel turbine di bora e sale
Sul molo di Trieste
spesso torni,
e il tuo cappello fugge
a ogni spira di vento,
ad ogni passo svelto
mentre esci dalla pasticceria
ma freddo tu non senti.
Labbra carnose e rosse
tingono il tuo sorriso
al sapore di vaniglia
burro e cioccolato
che ancora senti,
riportato dal vento
sul minuscolo naso aquilino:
-che bel nasino! -
Nuovamente illuminato il viso
di godereccio gusto, pensi
che da domani
forse
ma solo
forse
senza dubbio,
forse...
non lo farai mai più.
Intanto la tua lingua
-rossa e golosa lingua-
scivola e lecca il gusto
del più dolce granello,
l’ultimo, quello
che la bora dispettosa
sul molo di Trieste
non ha ancora rubato.
Ma dai, sorridi... che non è peccato!
©
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L'autore
Donatella Piras
Autrice metropolitana dai toni duri e taglienti, forti a volte spietati. Non è comunque raro seguirla in esplosioni emotive dalle note dolci che rasentano il classico. In ogni caso si tratta sempre di versi estemporanei e senza falsi pudori. Anzi, la sua è un’eterna lotta contro ipocrisie e luoghi comuni. Appas
Commenti (2)
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Paolo Ursaia11 aprile 2008
Armoniosa, gustosa, insolita poesia; ben strutturata, finemente descritta, da leggere lentamente. Piaciuta
M
Massimo Chiusi11 aprile 2008
vivendo vicino a trieste sento il vento e immagino il viso, poesia semplice e naturale, bella molto piaciuta!
