Fine
Il flauto termina solitario
Il suo canto mentre cadiamo
a terra sfiniti quasi morti
in una landa impregnata di sangue
E gli occhi semivivi guizzano
cercano luce e cercano vita
in un frastuono di tuoni tuonanti
un rauco suono attraversa il bronzo
La notte guardinga spalanca le
fauci armate di stelle sicarie
fulgenti ardenti menzoniere
fantasmi taciti e angelici
Orribile e magnifico il nostro Amore
puro e tragico si è consumato
in una cenere la quale non ci
apparteneva e non volevamo
e ora non so se amo o se odio
Poiché l'ho perduto e ora lo sospiro
con quella voluttà che mi ispira
le mie rime scritte all'imperfetto
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