Il mare
Quando ti osservo, mentre l'onda s'infrange,
e mi esplodi, dentro, in uragani di luci,
prorompendo, in tempeste di luce immensa.
E il lido che ti accoglie,
quando la risacca muore, rinasce'muore,
per risorgere ancora, in un moto infinito.
Cosi mi sconvolgi, in dimensioni,
di messaggi nascosti, sussurrandomi,
in un silenzio misterioso, linguaggi lontani.
Cosi mi riporti nel vento, sapori di Settembri
dimenticati, per proiettarmi, in una fusione
embrionale di materie remote.
Adesso, non più prigioniero, d'angoscia,
non più uomo distrutto da morti ecologiche,
ma frammento marino, laser di quarzo splendente, nato tra maree, piangenti
di piogge autunnali, per morire, rinascere,
annullarmi tra le tue acque.
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Commenti (1)
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Il Crudo22 aprile 2008
a volte storco il naso su alcuni versi, ma il complesso mi risulta sempre molto coinvolgente. hai uno stile personale col quale riesci a rendere originale anche il più scontato dei temi.