Ciprea
Disegna la mia vita dove finisce il mare,
la rapiran le onde, e stammi ad aspettare.
Io canterò ad Ananke, lusinghe e profezie,
carezzerò le parche, diventerò sirena,
ingannerò anche il tempo,
E ruberò per te un attimo d'immenso.
Tu chiudi gli occhi amore - inebriati d'incenso-
Mi tesserò di notte, ingannatrice astuta,
io ruberò quel fuso... mi tesserò la vita.
E quando avrò finito, intreccerò i tuoi istanti
ti scioglierò quei nodi, che possono far male,
le melodie più dolci io ti farò vibrare.
Ascolta ora attento...
Disegna la mia vita su una clessidra rotta,
con intarsiata sabbia fai svelto pergamena,
e prima che mi trovino fai un rogo in riva al mare
- gli dei in queste notti ci stanno ad ascoltare -
ché in notti come questa
l'invidia li distrugge
il tempo, gran bastardo,
il loro eterno fugge.
Raccontagli il sapore, costringili a soffrire,
le stelle non fan niente, ai sogni del mortale.
E quando domattina mi avran portato via,
sorridi e senti lento,
respirami... spirali, curve e vento.
Nascosta nella roccia o in bianche madreperle,
antica e custodita, racconterò agli eterni il mito della vita.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Angela29 aprile 2008
meravigliosa leggenda d'amore si legge con tanto trasporto e piacere sembra di entrare noi stessi a far parte di un canto epico
