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Dialettali 28 aprile 2008 · lettura 1 min · 4756 letture

Cantu di viddanu

Filippo Salvatore Ganci 146 poesie pubblicate
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Sciuscia lu ventu supra la me faccia, lu suli asciuga u me suduri. Travagghia zappuni! lu zappuni mi rumpi l'ossa e ni li manu li caddi, iu sputu. Travagghia zappuni! Stancu sugnu di travagghiari ma filici picchi 'nnamuratu di la terra mia, ...e l'amuri... stanchizza nun fa pisà. Cantu. TRADUZIONE: canto di villano (contadino) Soffia il vento sopra la mia faccia, il sole asciuga. il mio sudore. Lavora zappa! La zappa mi rompe le ossa (modo di dire di lavoro molto pesante) e nelle mani i calli, (duroni causati dal manico della zappa, per lo sfregamento) io sputo. (uso dei contadini per aver più presa con il manico della zappa e alleviare lo sfregamento) Lavora zappa! (ripetizione per rafforzare la pesantezza del lavoro e della continuità) Stanco sono di lavorare ma felice perché innamorato della terra mia, ...e l'amore stanchezza non fa pesare. Canto.
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L'autore
Filippo Salvatore Ganci

Filippo Salvatore GANCI nato a Sciacca ( AG ) il 31 agosto 1958 Sicilia, Italia Sicily, Italy

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Commenti (3)

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Rasimaco28 aprile 2008

stupenda quanto vera lirica in vernacolo, nei suoi versi l'ancestrale bellezza dell'animo della gente sicula. Questi versi cantano uno degli aspetti che più rappresentano il lavoratore della terra, quell'uomo che al primo chiarore si levava e si avviava a quella sua terra che a lui era tanto cara, ma che gli spaccava le ossa... quel lavoro massacrante non gli era di peso, era la sua terra! molto apprezzata.

D
Donatella Piras29 aprile 2008

Veramente musicale nella versione dialettale. La traduzione perde il sapore ed il profumo della terra appena lavorata e le stille di sudore si sentono solo nella splendida lingua isolana. ed un omaggio alla terra di cui condivido le origini.

Clelia Maria Parente29 aprile 2008

Stupenda questa tua poesia in vernacolo, si colgono sfumature che se tradotta un po' perdono. Con essa canti l'amore per la tua bella terra siciliana. ! Molto piaciuta