Orde barbare.
Metafore...
maschere dipinte
da indossare come
i maleodoranti profumi di viole
che copron l'olezzo degli odori della carne.
Metafore...
da ridere,
starei forse meglio
stivale ai tuoi piedi
nell'afa di agosto al calar della sera,
sandalo abbandonato, che ha nota l'estate,
tra le pieghe
di una cuccia
avanzo di cane?
Forse starei meglio.
Ho assoldato
muratori mercenari
delle mie poche certezze
per rinchiudermi nel robusto bastione
della teca cranio
mentre fuori strabordano
selvaggi pensieri
dall'orizzonte interno
tracimano
senza fila di generale
all'assalto del castello.
Dovrei avere ancora dei sacchi
di cemento armato
nella cantina delle ragioni
ma mi nego la mobilità,
sarebbe solo un'atra inutile
corsa al riarmo.
Straripano.
O forse,
preferisco.
Lasciarmi travolgere
dall'onda di barbari
per sapere
che effetto fà
vivere.
©
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