Il sogno di mio cugino
Marzia Fulceri
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All’alba di un dolce mattino
Ti trovi, al risveglio, un
Certo rabbino,
Disteso sul letto di casa tua,
dicendo:
tua moglie la voglio fare mia.
La legge lo vieta
Rispondo io, dalla tua parte,
Se credi in Dio.
Di mogli ne ho tre, dice lui,
Ma quelle degli altri
Mi fanno “arrapè”
Insolente e deciso prende
La mia donna e la fa sua,
conciso.
A questo punto non ho più
La ragione, impugno un’arma
E, senza indugiare, gli sparo
Una pallottola nel pettorale
Lui cade a terra forse morto
O ferito, io me ne scappo via
Come fossi un bandito.
Scappo con moglie e bambino,
Il più lontano possibile da quel
rabbino.
Al risveglio, mi sento
Un po’ stordito,
Prego Dio, l’incubo
È finito!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Marzia Fulceri
Mi presento: Marzia, nata a Volterra, una cittadina del pisano, il 9 febbraio 1949. Non avrei mai pensato, fino a qualche anno fa, di scrivere poesie, finché un’amica, molto cara, non me lha fatto notare. Ho cominciato a buttar giù, come si dice, nero su bianco e così per gioco ho vinto un secondo premio di poesia
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