Notti di luglio
Antonio Sammaritano
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Notti di luglio
echi e silenzi per chi li sa ascoltare;
e il mare, come quei due,
visioni dietro una duna,
silhouette di sovrani
di un lontano regno,
con me inutilmente attende.
Mal vestita, con le labbra serrate
senza gli occhiali ho sentito la tua voce
chiusa come la noce nel suo mallo.
“Questa non è la vita tua!
Tu vali di più o forse sei un’inezia:
ma quella gente non può portarla via! ”
E piangevi e ti soffiavi il naso...
“In un vaso non può vivere un castagno
un vero lupo in una protesi di bosco,
o il giunco fuori dal suo stagno”.
Per questo solo io non ci perdòno.
Ora lecchiamo un cono dal colore strano
come le ferite che ci portiamo addosso.
Le puttane non vanno lapidate,
le fate sognate, le streghe solo amate.
Solo elfi con le tue sembianze,
mi vengono a tenere compagnia.
Non passeggio più per quella via,
ove facevi il guitto con il tuo panino
e un condiviso cono d’identico destino.
So che non soffi il naso come prima
su quella panchina che hanno sradicato;
dove l’odore di piscio e fiori marci
e il selciato dove sono scivolato
ho tanto amato come di te ogni cosa.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Antonio Sammaritano
Antonio Sammaritano nasce a Mazara del Vallo nel 1960 dove è sempre vissuto.Separato, ha due figlie che adora: Clara (la prima a cui sottopone in visione i suoi lavori) e Giulia. Dopo l’esperienza universitaria inizia ad insegnare in forma privata Matematica e informatica di base. Oltre alla letteratura ama dipingere,
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