Mille Miglia
Corron veloci, mordono i tornanti,
trema la strada al rombo del motore,
cento cavalli ed oltre scalpitanti
per Mille Miglia e chissà quante ore.
Cuori d’acciaio antichi e palpitanti,
scoppi di fuoco giù dal collettore,
scattano ancora i bolidi fiammanti
al richiamo dell’acceleratore.
Narrano i vecchi del bel tempo andato,
dell’attesa sul ciglio, lo sterrato;
e tu rimani lì ad immaginare,
e di scorger lontano già ti pare
nella notte, nervosi, quei due fari
e di veder sfrecciare Nuvolari.
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia18 maggio 2008
Un classico sonetto, profumato di futurismo, ma anche di impressionismo... versi veloci, eppure accuratissimi ed efficaci. Molto piaciuta
