Nell’atrio
Scartare le foto
e lasciare un’ombra di riquadro all’album
quale finestra aperta al prossimo sorriso
o ritagliare seguendo il profilo
dell’emozione
come quel braccio che cinge
ed è un piede solo nell’atrio
di questa oggi frontiera.
Siamo ai giorni della merla
aspetto non il freddo
ma che ritorni il bianco
da quel camino
che brucia solo cenere
e il fumo
non ha la forza
sta già occupando il cielo
su chi non ha voce
degli occhi addosso.
E poi ci sono voci fuori dal coro
che anche nota accordata
stona.
L’eco comunque sfoca
ma si può ripetere
e stagliare
come per inserire due immagini
sconosciute
ed essere visionari.
©
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