La mia città

sperduto
nel deserto infinito
oasi di miraggi
sfuggono repentine
cammino lento
mi trascino lento lento
seguo l'istinto
è confuso
ho molta sete
caldo molto caldo
il sole sembra voler
rapir vita
ho perso la via
sbarcato nel porto
città straniera
ho perso la via
distrazione
smarrimento terrore
quella città
io ho nel cuore
attenzione
agiatezza pace
quella città
è il mio cuore.
©
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Commenti (2)
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Angela29 maggio 2008
l'appartenza alla propria città le proprie radici è un punto saldo nella nostra esistenza si torna con la mente a cercare il conforto dei ricordi quando per i motivi più diversi siamo lontani e ci sentiamo spauriti nei versi della poesia si vive quella sensazione di angoscia e solitudine è molto bella
C
Ciprea29 maggio 2008
Bellissima. Ognuno porta la sua città nel cuore, la città che ci ha visto crescere, e passare da larve a immagini, esseri pensanti. Ognuno impara col tempo e lo smarrimento a ritrovare la propria città in tutte le città che visita, ritrovandola e perdendola un pochino allo stesso tempo. Bella, bella, bella. da leggere pensando a Le città invisibili (I. Calvino) . a M. Polo e alla sua Venezia.
