Semprevisa
Illumina 'o sommità divina
il triste animo di chi anela
portare gioia e freschezza su
questa sopita pianura infantile.
Sciogli i frondosi nodi dell'anima
affinché affiorino, con grande
livore, su la scoscesa vetta
del cuore, i celesti pensieri.
Guarda con zelo trepidante
chi umile si accosta sotto
le maestose fondamenta della
tua immensa magnificenza.
Sostieni l'ardue parole di
chi anela ad elevarti, festante,
tra le candide braccia d'Apollo.
Porgi la mano, 'o ridente maestra,
e accogli nel tuo immacolato
regno questo umile servo, che
aspetta impaziente un generoso
caldo sorriso.
Canto, 'o semplice potenza, l'opre
passate e presenti e il lento
rifluire stanco dell'onda
cerulea. Attraverso la statica
distesa agreste, salutando
i braccianti esausti ma in cuor
loro soddisfatti da cotanto
rigenerante lavoro.
Scorcio attraverso gli ameni
rigagnoli d'acqua, pulsando
tra le membra giovanili di
questa salutare linfa naturale.
Odo brusii vicini e lontani;
odo la sublime melodia
del canoro usignolo che compone
uno strano motivo malinconico.
Guidami, 'o fatata creatura,
che hai nome Semprevisa, tra
i pericolosi meandri della
tua impervia dimora.
Donami profonda ispirazione
e sviluppa ogni singolo senso
affinché io possa penetrare
il solido muro dell'esistenza.
Tendi, 'o semplice icona,
la tua sensuale mano in
una vorticosa e leggiadra
danza tra le sperdute vette
della poliedrica Natura.
©
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