Question session
Scusa,
sai forse cosa rimarrà
di questo picccolo disagio,
di un'uggiolina languida
qui allo stomaco
quando sarai caduta
dal mio orizzonte?
Non è che
per caso
mi sai descrivere
cosa esattamente sentirò
quando l'attesa
che, continua,
plasma occhi
sistemi di pensiero,
e schiere di giornate,
si toglierà il vestito
e stuporosa
mostrerà la sua magrezza?
Ho una curiosità
che mi preme sciogliere,
come s'adatta un'organismo
alla scomparsa d'un simbiote,
seppure mai esistito?
Dimmi la leggerezza
dello sherpa
che ritorna al campo base
senza peso, senza corpo.
Tu che hai letto tanto,
fischietta la sorpresa
inebriante
d'un debito superbo
contratto in una notte
ed estinto la mattina.
Raccontami
ti prego,
di quei fiori
che sulle massicciate
ferroviarie,
imbottiti di vapori,
inaffiati di copioso piscio
di limatura di ferro
spolverati,
un pomeriggio spalancano
il loro nuovo
rosso acceso.
Cantami l'ira,
la rabbia minuziosa
che diventa teatro
quando perde
il suo bisogno.
Ma perché chiedo a te?
A te che non sai
quanto dura e profonda
a volte soffia
la vita.
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