Visione dolorosa
Zeno Ferigo
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Era immobile. La guardavo,
e in cuor mio speravo:
distesa sul suo letto
sembrava un angioletto...
che dormiva.
Aveva proprio ragione
il saggio Cicerone
quando asseriva:
nihil esse morti tam simile quam somnum.
Mi pareva che la bocca si muovesse,
sembrava un angioletto,
tanto dolce era l’aspetto,
che pregava.
Mi sono illuso che parlare mi volesse.
Con amor di padre, su Lei mi son chinato
ed il suo freddo volto ho toccato.
Natura ingannatrice!
Perché non mi vuoi veder felice?
Non il freddo invernale la mia bambina avvolgeva,
era il gelo di morte che la stringeva;
quel gelo di morte che il mio cor trafiggeva
e che nemmeno il tempo ancor mi leva.
...e il mio angioletto
lassù saliva.
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L'autore
Zeno Ferigo
Sono nato a Rovigo e divido il mio tempo tra Verona (ove risiedo) e Tenerife (ove trascorro sei mesi all’anno). Sono laureato in giurisprudenza. Mi diletto di pittura e poesia. Ho pubblicato i seguenti libri di poesie: - La vita ti sorprende sempre (ed. Lulù); - Il Ponte (ed. Lulù); - Ricordi (ed. Lulù); - Parol
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