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Morte 3 giugno 2008 · lettura 3 min · 2152 letture

Parlando a mio padre e me stessa

L Falchero 391 poesie pubblicate
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Dov’è finita la bimba che accompagnavi narrando nei sentori d’umido e funghi tra le felci e i rovi del bosco? Quella che beveva le tue parole e la tua dolcezza come acqua ricca di sorgente? Dove si è perduto quel mio sguardo fiducioso e aperto sul mondo sugli ideali e sull’amore? Ora che la mia terra è devastata da terremoti, angherie e abbandoni, che anche l’ultima incantata dolcezza s’è incenerita in fiammate crudeli e che colui che come te mi narrava e cantava di vastità e di piccole cose, colui che più profondamente ho amato fino a farne parte di me stessa, mi si rivolta contro e mi lacera d’indifferenza, crudeltà e vigliaccheria ora che i miei occhi trasudano incredulità e tristezza frugando disperati in ogni iride sconosciuta raccontandosi l’ingannevole fiaba ch’esisteranno altre carezze altri sogni, altre felicità, altre armonie ch’esisterà anche per me un porto d’amore sicuro esisterà l’abbraccio e la guida di qualcuno che con coraggio mi stia a fianco e affronti le avversità e i fragori del mondo dimmi chi altri oltre te mi ha mai presa per mano mi ha compresa e protetta, per chi mai sono stata unica e preziosa al mondo e non solo fugace scintilla ad illuminare un giorno o una manciata di anni: anni presi e gettati come impalpabile polvere o dispersi in un oblio forzato per non coglierne più l’incanto soffocati in una tomba d’interiore silenzio per non sentirne lo struggente richiamo ch’avverte del futuro amarissimo rimpianto. Qui dove tutto si spegne e l’angoscia mi toglie le forze già ai primi accenni dell’alba, dove gli ultimi fiati d’un amore annientato attendono invano un profumo di fiori e rinascita, una parola, un consapevole ed umile ritorno mi stringo forte a mia figlia fragile inquisitrice che timorosa cerca ancora in me affetto e certezze e a mio figlio, che come tu un tempo, pazientemente m’è accanto e tiene con tenerezza i fili per trattenermi alla vita: una vita che spero non sia solo vagare d’una anima spezzata tra inconsistenza di spazi, di volti e minuti.
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non è una morte reale, ma la morte dell'anima, avvilita e tradita da chi, più di tutti, ha amato e che cerca di ricucire con gli affetti presenti e passati uno scopo e una speranza di vita... anche se certe ferite non si chiuderanno mai se non per mano di chi le ha provocate e che è l'unico in grado di rimarginarle.

L'autore
L Falchero

Nata in un paesino vicino al lago Maggiore nel 1956, vissuta per 30 anni a Milano, dove mi sono laureata in architettura, sono ritornata ai luoghi natii e ho ripreso da alcuni anni la mia antica passione: scrivere. Poesie, racconti, un romanzo d’amore: Amarsi nei secoli SBC edizioni, pubblicato nel 2007 e steso

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Commenti (3)

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Paolo Ursaia3 giugno 2008

Poesia commovente, profondamente apprezzata, letta con partecipazione. Ogni verso trasuda realtà ed emozione

I
Iris3 giugno 2008

Questa stupenda poesia, dolorosa stancamente dolorosa mi riapre il ricordo di ferite ancora aperte per aver essere stata ”cacciata via” dal nido, materno o paterno che sia, Ho imparato a non farle sanguinare perché ho capito che chi non sa dare o mantenere quanto promesso è perché non lo sa proprio fare e ho inoltre compreso che alla fine l'essere umano è solo, e solo da se stesso puo' decidere se vivere in serenità, per questo si devono dare molti addii, molti, è un atteggiamento difficile, il distacco con amore, il pensare che nessuno puo' aiutare la nostra anima sofferente se non noi stessi. La terribile sensazione di sentirisi non amata che mi e' entrata nella pelle, questo mi hai trasmesso.

Rosy Marchettini14 giugno 2008

poesia meravigliosa e struggente, il dolore cresce di parola in parola come un onda che piano piano avanza innalzandosi per poi abbattersi violentemente! Anima ferita, lacerata, straziata da chi commise il misfatto di non accarezzarla più! Ci sono i bimbi che chiedono protezione e a loro ora occorre pensare! bellissima poesia! se dovessi poter elencare le 10poesie del giorno una di queste sarebbe di quest'autrice!