Il tarlo
Quel tarlo che rode
dentro s’é fermato.
Viene ormai sera.
In fondo alla scena
s’apre l’orizzonte,
quanti ricordi ormai sparsi
sul selciato della vita,
qualche nuvola?
No! Solo ciottoli lanciati
a romper la quiete
di quell’acqua ormai stagna.
Rondini?
Quanto vorrei non fosse così!
No! Son solo refoli
...passeggeri.
©
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Commenti (2)
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Mirella Crapanzano4 giugno 2008
Bella l'immagine dei ciottoli lanciati a rompere la quiete di quell'acqua stagna... mi fa intuire un senso nuovo di vitalità, che irrompe per spezzare quel ristagno di vita, di nubi di pensieri... una poesia scritta con la consueta bellezza, che caratterizza lo stile, intenso e vero, di quest'autore
N
Nicole Biffi4 giugno 2008
Splendidi versi e stile meraviglioso. Molto intensa questa poesia, che libera un filo di quiete dopo la tempesta... con Mirella, molto bella l'immagine dei ciottoli a eliminare quel doloroso tarlo. Piaciutissima.

