Tenebre
Una goccia
l’ultima
segna di ruvido rosso
la faccia anonima di un cuscino
fuori è tenebra
dal pallido corridoio
lo sguardo lucido
di una madre
veglia da giorni
intrepida come un faro
nella violenza dei marosi
rincorre fredda i ricordi
contando con la mente
la monotonia meccanica dei battiti
La vede
e trasale
son spente le luci nel cuore
come le vene di un figlio
che oggi
lascia il letto d’ospedale
il mento più non muove
per dire il suo nome
solo un rintocco di campana
si ripete lento
nell’aria
annuncia cinico
l’ora
della fine
©
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Commenti (2)
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I
Ivano Caroselli6 giugno 2008
Osservo il mostro della mia impotenza stampato nella mimica del tuo volto sofferente. Non più il bacio della buonanotte, non più un bacio... di madre.
Rasimaco7 giugno 2008
toccante e struggente lirica in cui si avverte prima latente poi sempre più manifesto il dolore immenso di una madre, lo strazio per la perdita del figlio...
