L'ultima telefonata
In questa notte tranquilla
qualcosa sul comodino fibrilla
è il mio cellulare che squilla.
Da mesi aspettavo
questa chiamata
con gli occhi sul dispaly
passavo la giornata.
Il suon della voce
all'istante ho riconosciuto,
l’unica che sentire avrei voluto.
Le tue parole
morsi sul cuore,
i tuoi sospiri
cera bollente
a scottar la pelle
di un’anima già dolente.
Tanti perché
altrettanti silenzi
sospesi da un filo
di giorni immensi.
Raccolgo i pensieri,
mi armo di coraggio
e ti esprimo il mio messaggio.
Il tuo è fiato sprecato
più non m’importa
sapere che a me hai pensato
che mai hai dimenticato,
è tanto il tempo passato
troppo il dolore provato.
Non basta chiedermi scusa
perché mi hai solo illusa.
Non ringraziarmi
per gli attimi felici
che t’ ho regalato
se tornassi indietro
niente t’ avrei dato.
Sul serio ho creduto
in ogni attimo
con te vissuto.
Se almeno ci avessi riflettuto
dovevi darmi un motivo
invece neppure un saluto.
Ad andar via
ora sono io.
Il mio è un addio.
A parlare
non è il rancore
è la mia decisione
merito un uomo migliore.
Riaggancio il telefono.
Non è caduta la linea.
Questa volta
è davvero finita.
©
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Commenti (1)
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Antonio Sammaritano25 giugno 2008
poesia scritta quasi sicuramente da una giovane. Un amore perduto, non è poi una gran tragedia, quando ancora l'immenso della gioventù ci aspetta. Molto piaciuta la simpatica ironia nella nota.
