Viaggio senza ritorno
Le mie valigie fatte.
Disfatte per un momento,
nell'attesa che qualcosa
potesse cambiare, poi rifatte,
per l'ultimo viaggio senza ritorno.
Quali rincorse? Quali morti per me?
Senza una amore!
Quali rinascite, per morire
e non risorgere più.
Non sono riuscito mai a comprendermi,
ostinandomi a farmi comprendere
dagli altri, io con la disperazione
insita nel mio essere,
con la mia vita in frammenti,
con la smisurata voglia d'amare
e distruggere chi amo.
Io con l'amarezza sulle labbra,
e le parole d'amore dissolte nel vento.
Ora quale stazione vuota, desolata!
Dove ho sempre creduto di trovare
ad attendermi la morte narrata
nelle mie poesie, sensuale, diafana, bella,
che mi abbraccia per consolarmi,
e con sorriso ammiccante,
mi mostra le sue scarpe consumate
nel rincorrermi.
Le mie valigie pronte,
per un viaggio ignoto senza ritorno,
per strade tortuose, atmosfere da incubo,
dove non riconosco più il mio mare,
la mia terra, di sole, agavi, e melograni,
dove resterà soltanto,
l'eco della mia voce.
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Commenti (2)
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Paolo Ursaia8 giugno 2008
Poesia intensa, d'amore crepuscolare, in versi ben stuiati, di rara efficacia... molto piaciuta
Marisol589 giugno 2008
Tristezza e rasssegnazione si leggono da questi bellissimi versi pieni di malinconia. E' vero, a volte noi vogliamo a tutti i costi essere compresi dagli altri ma noi stessi non ci comprendiamo, a volte non riusciamo a comprendere quel'è il posto per noi in questa vita. Molto bella e condivisa.

