Adesso
Adesso, proprio adesso,
qualcuno sta crepando.
Il suo urlo è in noi assente,
come le righe vuote di questi versi.
Qualcuno crepa,
adesso,
e anche adesso,
adesso ancora.
Un bimbo,
una donna,
un vecchio,
sta crepando.
Nelle nostre felicità,
nelle nostre tristezza,
nei giorni migliori e nei peggiori,
qualcuno starà crepando,
come adesso accade.
E in un casuale sorriso,
in una casuale lacrima
di una generazione presente o futura,
noi staremo crepando.
Adesso.
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Commenti (2)
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G
Greta20 gennaio 2006
forse ci stava meglio ”morendo” anziché ”crepando”... cmq mi piace!
J
Johnny Caspar20 gennaio 2006
Certo morire è molto meno violento. La sgradevolezza del suono prodotto da crepare rende poco scorrevole e poco gradevole la fruizione dei versi, di pari passi col concetto espresso. Proprio perché penso che tra morire e crepare vi sia differenza: crepare è molto peggio... Almeno in poesia.