La bambola amica
Muta in quegli occhi chiusi
dove la luce sconosciuta
i suoi raggi non ti ha dato,
oggi hai volto più cerato,
nello spazio dove hai sognato,
e navigato dentro ai miei.
Nel vestito coi merletti
del tempo di carezze e dispetti,
di candele accese e spese...
son nascosti quei miei sogni
dove un tempo ho lasciato, depositato
al mio frutto adolescente
nel silenzio di una fase inquietante.
Spiegate come vele al vento
i miei seni protuberanti,
accarezzarono tra le foglie ingiallite
le promesse di un inganno.
Mutarono quegli anni
in quei cristalli di colore azzurro,
dove l'immagine è ancora forte
come il respiro del mio cuore.
Svezzarono i miei sogni,
e quella bimba dalle guance rosse
conobbe un frutto acerbo
sulle ali del possesso.
Io non ti ho dimenticata,
ho solo conservato quei segreti
nel tuo sguardo sempre muto.
Che dolcissima,
nel silenzio delle palpebre abbassate,
nel tuo petto senza cuore
gentile hai conservato.
©
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L'autore
Andrea Iaia
Nasco a Taranto il 21/01/1955 e già da ragazzo cominciai a scrivere tutto quello che mi passava per la mente. Non avendo un diario personale, lo facevo su un quaderno di scuola. Un amico di famiglia mi fece innmorare della poesia, dopo che vinse un premio letterario sul papa, e quindi, mi aiutò alle prime nozioni di me
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