Senti senti? !? !
'Na vòrta se parlaveno a distanza,
lavoranno li campi i contadini,
la privacy n' c'aveva 'st'importanza,
e urlanno se sentiveno vecini.
Mo l'omo nun c'ha tempo e mmanco pranza,
chiama e arichiama li telefonini,
ariccontanno senza titubbanza,
de quanti ne combina de casini.
Così quarcuno ha bell'e ppenzato,
d'anna' ssenti' tutte 'ste chiacchierate,
cercanno de scopri' ssi cc'è reato,
tra miardi de parole areggistrate,
chi dice che mmo avemo esaggerato,
chi 'nvece vole sta' a 'recchie appizzate!!
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L'autore
Gian Franco Dandrea
Fissare su carta mediante parole, le emozioni di un momento, le vibrazioni dell'anima, il recondito sentire, è come mettere insieme le tessere di un mosaico, è come dipingere o creare musica. Ecco, la poesia è tutto questo messo insieme, i versi danno colori, note musicali, vibrazioni al cuore, è una festa multimediale
Commenti (1)
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M
Marina Como13 giugno 2008
Magistrali endecasillabi in rime per un tuffo nel passato nuotando nel presente. Ironia e verve con una punta di amarezza e talento descrittivo ne fanno una poesia da leggere scorrevolmente sino alla chiusa.