Curini
Lina Maria Cino
179 poesie pubblicate
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Mimoria canaglia, squarci neglia.
Lustru di stelle,
‘llumini spiragliu.
Riri, juachi, canti, balli,
‘mbazza anninni,
aru viantu ti fà bella.
Circav’amuri,
vulia amari,
lu vulija accucchjare,
e cumu pane ari figli dare.
Figli-curini,
orgogliu, d’ogni travagliu.
Ad’illi,
peccati e sturtizze,
di patre, cummuogli.
Scusagnu russure,
t’arrusta, t’arraggia, amareggia,
ppè un jettare
petra ancolare
chi vò
ruozzulijare.
Tenere cime.
Memoria canaglia, / squarci la nebbia. / la luce di stelle, / illumina uno spiraglio. / Ridevi, giocavi, cantavi, ballavi, / tra le braccia cullavi / al vento ti facevi bella. / Chiedevi amore, / volevi amare, / lo volevi accumulare, / e come pane, ai figli dare. / Figli, curini, / orgoglio, d’ogni travaglio. / A loro, / peccati e ingiustizie, / del padre nascondevi. / Intima vergogna, / ti bruciava, / ti fceva arrabbiare, / rendeva amari i giorni, / non volevi buttare, / pietra angolare, / che preferiva rotolare,
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L'autore
Lina Maria Cino
Scrivo quando le parole mi perseguitano o quando mi ronzano intorno ansiose d'emanarsi. Le sento, le vedo mettersi in fila.
Commenti (1)
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O
Osvaldo Spizzirri17 giugno 2008
tristi versi, di quella cultura, ancora radicati, nella cultura della mia amata Calabria, un cancro inestirpabile, padre marito padrone, che dalla famiglia deve essere amato rispettato ed adorato sul trono del suo ”IO” pietra angolare, dell'unione familiare dove i sudditi sono i suoi componenti... vanto del paese con cui camminare fiero e a testa alta... il suo onore...!! stupida verità...! Bellissima...!
