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Donne 17 giugno 2008 · lettura 2 min · 8283 letture

Lo stupro

Rosy Marchettini 709 poesie pubblicate
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Il sole alto nel cielo illumina il brioso cuore di ragazza felice Passeggio per la città Voce mai udita farfuglia parole ignorate Mani sconosciute afferrarono il mio corpo Grasso e flaccido l'uomo con forza mi spinge dentro un portone sbatte con energia il mio corpo contro un muro di un anonimo androne mani callose frugano dentro la blusa seni stretti tra quei palmi sudati, la sua lingua bagna il mio volto, puzza di lezzo il suo alito Voglio fuggire Chiedo pietà, mi divincolo Con una mano schiaccia la faccia Pantaloni slacciati! La sua mano sotto le vesti cerca ciò che nessuno ancora ha mai desiderato Il respiro si fa rumoroso e ansante dolore acuto violento la sua arma mi squarcia lacera l'anima ruba l'innocenza toglie le speranze disgrega il mio Io sangue improvviso scorre lungo le gambe lacrime amare bagnano il volto un urlo strozzato Pianto convulso Squarcia il giorno Nessuno ode Il mo grido di dolore ...nessun passante nell'ora di punta! Rabbia odio Divengon miei padroni Sola, con l'anima a brandelli raccolgo ciò che rimane di me ...barcollando nel mio silenzio chiudo le porte al mondo!
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L'autore
Rosy Marchettini

Buongiorno a tutti! sono nata a Roma 68 anni fa, mi sono sposata a 20 anni ma sono divorziata Ho due femmine di 47 e 46 anni ed un maschio di 41 mi ha regalato due nipotini ed in arrivò il terzo mentre la seconda figlia mi ha regalato Matilde una bimba che oggi ha 14 anni Per motivi di lavoro ho vissuto in Africa (

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Commenti (11)

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Berta Biagini17 giugno 2008

Da brivido questi versi - immagino anche molto dolorosi a raccontarsi. Difficile trovare le parole giuste per poter esprimere quanto letto. Un ricordo indelèbile.

P
Pennino17 giugno 2008

dire toccante è poco e, soprattutto, è difficile parlare di stile, parole, suoni... affiora il dolore, l'indignazione di quell'ora di punta, affiora il marchio a fuoco... Solo un abbraccio e basta parole... non servono tanto

I
Ivano Caroselli17 giugno 2008

Purtroppo, questa è una distruzione peggiore della morte stessa, e mi distruggo per il maschio che non ha scelto di essere uomo ma bestia. Toccante.

Lina Maria Cino17 giugno 2008

Bestie immonde! che mi fanno urlare”MIO DIO TU DOVE ERI?

Rasimaco17 giugno 2008

versi che sono una condanna all'infame uomo perverso, figlio dell'ade, non degno di esser chiamato uomo! io chiedo perdono all'innocenza dilaniata. Questa poesia é stupenda!

Paolo Ursaia18 giugno 2008

L'orrore, lo schifo, l'angoscia. Poesia dura, potentemente espressiva, molto sentita; quando l'uomo diviene bestia. Molto piaciuta

Alessandro Serio10 agosto 2008

Eccezionale. Una carica autobiografica così prorompente l'ho trovata solo in Sylvia Plath. Davvero una poesia stupenda. Grazie all'autrice che ha voluto condividere quel trauma.

D
Diego Bevilacqua31 agosto 2008

Una carica drammatica unica... so più o meno che vuol dire perché conosco il dolore di chi ha passato questa dolorosa scelleratezza... e mi disp moltissimo x questa creatura...

Antonella Bonaffini12 gennaio 2009

Chi scrive ha sempre fatto parlare il cuore. Ci ha abituato a sentir parlar di gioie ma anche di dolore. Inutile dire che il cuore in questi versi si è fatto supportare... da quel coraggio che non appartiene all'uomo vile, se uomo lo si può chiamare. Però da questa sera Vi chiedo io di farmi un piacere. Chiamiamoli in un altro modo ma non Bestie... il mondo animale si potrebbe vergognare. Rosy il tuo candore tu l'hai conservato intatto, non ti preoccupare. Sei sempre un giglio... e per quell'essere, Ti assicuro, verrà il giorno terreno della resa finale... Beh, Ti assicuro che non sentirà cori di angeli pronti ad accoglierlo. Un caro abbraccio AB

Fiammetta Campione25 marzo 2011

Versi dolorosi che descrivono tutta la sofferenza, l'impotenza e la rabbia di chi è vittima di un atto tra i più atroci che esistano. Il pathos che esprime l'Autrice arriva diretto e coinvolge completamente il lettore, complimenti per aver condiviso quest'esperienza terribile...

Alessandro Spirito15 aprile 2012

Poesia di grande impatto emotivo. Tema ed espressione coraggiosamente esplicita, necessaria. Ci fa riflettere sul dolore che una donna sola può capire ma che io sento come fardello difficile da rimuovere. Siamo ancora vittime di una società maschilista, residuo di una sottocultura postfascista: il maschio predatore, la donna preda... tanto prima o poi le piace... Biechi, assassini di anime. Fermiamoli: scrivere aiuta in questo. Che mai si faccia silenzio.