Rivederti e morire

Fermo
seduto sul ciglio della stazione
con i treni che passano
tranne il mio
penso e ti penso
dopo questo tempo
dove la tua voce si è fatta silenzio
dove il tuo essere si è fatto invisibile
e vorrei esser lì
con te
come nei giorni di noi felici
ma non posso
non posso far arrivare un treno
che non arriva.
Io però...
arriverò lo stesso
magari solo per vederti
nel tempo d'una foto
o per sentire una nota
dalle tue dolci morbide labbra
un solo drammatico istante
e poi andrò via
triste negli occhi e nel cuore
così potrò ricordare nuovamente
cosa vuol dire amore.
Contento, scontento o confuso
non importa come
ma me ne andrò
senza nemmeno un respiro
senza aria nei polmoni
senza tutte le mie vibrazioni
e sarò morto
nel tuo immenso pensiero.
©
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L'autore
Massimo Chiusi
Sono nato a Latisana in provincia della mia bellissima città"Udine" esattamente il 18/01/1977. Della mia vita posso dire che ho vissuto da bambino coi nonni e la zia, poi breve ritorno a casa ed infine l’amore!!! Nell’agosto del 2008 sono diventato papà di Joshua e nel 2011 di Noah grazie alla loro madre Dalila con l
Commenti (1)
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Antonio Sammaritano20 giugno 2008
La crudeltà del tempo ben inserita sullo sfondo di una stazione, metafora di ritardi, di treni già partiti e si arriva in ritardo, di treni che non partiranno mai più. In questo si insinua, con abilità dell'autore, il desiderio misto a un rimpianto cui solo la morte può può porre fine al di là, se anche un semplice anelito ci sarà concesso o meno. Apprezzatissima.
