Internato
L'alba attesa e tremenda
mi dà la luce
in questa baracca orrenda,
l'aguzzino farà sua quella luce
per scrutarmi
per poi più ancora annientarmi.
Ho perso il conto
dei doveri che ha la luce
sugli uomini e sulla natura,
mi resta il conto
dell'uomo e della sua bruttura.
Disperatamente cerco
la luce del Creatore,
forse quella era pura
immacolata e desiderabile.
Chiudo gli occhi
nella speranza di possederla...
quella Luce... del Creatore.
©
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
Commenti (1)
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Cristina Khay22 giugno 2008
Buono lo spunto, buona la prima metà... La seconda metà a mio parere va ripresa in mano, la trovo troppo scontata, compresa la chiusa... Prova a riprendere il filo della riflessione che hai espresso all'inizio, andrà meglio...
