Il pugno chiuso
Ho stretto il pugno
forte, fino a farmi male
e l’ho adagiato sul petto,
sopra il cuore.
Dentro avevo la Vittoria
e la coccolavo
attimo dopo attimo,
non volevo fuggisse
lasciandomi desolato,
senza futuro.
Quando uscivo per il mondo,
sapevo di essere ammirato,
di me tutti parlavano
in bene o male,
ma ero conosciuto,
un bellissimo orgoglio
girare con il pugno chiuso.
È giunta poi la sera
e con essa
il momento di aprire la mano,
mostrare quella bellezza,
mostrare la vittoria
e la mia grandezza.
Con grande sorpresa
il pugno aperto non era più mio
un’altra mano tratteneva la sua luce
e brillava forte
oscurando la mia vita.
©
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Commenti (3)
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Rosy Marchettini23 giugno 2008
in quel pugno chiuso 'autore trattiene ciò che vorrebbe poter ottenere da se stesso e dalla vita... poi, però, si accorge che ancora non è riuscito ad arrivare alla meta prefissata, e si sente deluso in quanto invece, vedi altri che sono stati capaci, prima di lui, a ”farcela”. Riflessione aalizzata con magia! Piaciutissima e nel cotenuto e nel'esposizione
P
Pennino23 giugno 2008
Il pugno chiuso sembra racchiudere il proprio ideale, da combattere e del quale andare fieri. Ognuno il proprio, da portare avanti sempre, costantemente. Molto bella.
Giovanni Monopoli23 giugno 2008
la paura di perdere la forza, le conquiste ottenute trascinano l'autore in una malinconica riflessione che con la chiusa l'accentua.

