L'aquilone
Massimo Imperato
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Era al tramonto,
rimirando terso il cielo,
tra rosee venature
insinuate nell'azzurro,
ho scorto svolazzante un aquilone.
Silenzioso, semplice e maestoso
cercava timoroso la sua strada.
Un alito di vento,
sbuffando, in alto lo cullava.
Che bello, sembrava parte della scena,
peccato, null'altro sguardo c'era.
Ormai all'imbrunire,
eterea quell'immagine è svanita.
All'indomani, cercandolo era li.
E da quel di puntuale
gli occhi al cielo ho alzato
rubando lieto la sua danza.
Cose impensabili si son succedute,
non ero io a guidarlo
eppur sperduto tra le nubi
muovendo il braccio l'ho tirato giù.
Un giorno senza vento
soffiando forte, fiero,
l'ho spinto verso il sole
e sotto l'acquazzone
stendendo la mia mano
sotto librava asciutto.
Era al tramonto
e più non lo scorgevo,
un punto lontano era diventato.
Sicuro scorrazzava tra le nubi
e fra le gocce di pioggia scivolava.
Felice ho accompagnato il suo cammino,
di tanto in tanto ancora scruto in alto,
ma son tranquillo, lui se la caverà,
però se lo vedessi su in picchiata
al punto giusto lo raddrizzerei.
Era al tramonto
e steso sul tuo letto
dormiva beato l'aquilone.
©
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L'autore
Massimo Imperato
Sono un "ragazzo" di 61 anni nato a Perugia da genitori napoletani, cresciuto vicino Napoli ed oggi residente a Milano. A circa 10 anni ho iniziato ad indagare con crescente curiosità sul significato dell’esistenza. La ricerca e la "coltivazione" della spiritualità mi accompagnano tutti i giorni. Grazie a questo ho
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