Ospizio
L'odore è rancido
tre pasti un lusso,
compagni di attese
nel cupo salone,
dove unisce il terrore
di non disturbare
Il dolore è scordare
i pensieri migliori,
quegli stessi cari
d'un futuro cortese,
nel dorato soggiorno
e un saluto saltuario
Un calore immaginato
tra gli oggetti sbiaditi
in un tesoro d'armadio,
dove la sera prego
un bene incondizionato
dall'anticamera del cimitero
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Commenti (2)
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Paolo Ursaia25 giugno 2008
Poesia dura, in versi asciutti, che ben ricreano l'asfittica, malinconica atmosfera di alcune strutture dettate dalla comodità altrui più che dalla pietas... molto piaciuta
D
Daniele Piredda25 giugno 2008
Crudezza mista a dolcezza; rimorsi misti a giustificazioni; un ambito sociale difficile magistralmente tradotto in versi da un autore ”speciale” che, chi ben lo conosce, sa apprezzarne la profonda sensibilità.
