Ignoto Turbamento
Ascolto in silenzio l'accapponarsi della pelle
nel richiamo frenetico della solitudine.
Oggi ho tradotto la malinconia
fingendo che sia altro sentimento
ma la farsa m'inganna lasciandomi stremata.
Vivo l'impercettibile con un senso di sconcerto
percorrendo la fantasia dell'irrealtà
vestita da sogno.
Quell'azzurro mi dona
ma sarà l'olezzo della verità
a riportarmi tra i morti viventi.
E ancora quei manichini la faranno franca
guardandomi da dietro le vetrine
Giudicando il passo mio
verso l'ignoto turbamento.
In queste condizioni
spero che la strada s'interrompa
ponendo proprio al centro
quei massi che ostacolano l'andare.
Correre a piedi scalzi nel deserto
sarà meno doloroso
Le spine degli arbusti non lasceranno segni.
...la solitudine stordisce rimanendo...
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Commenti (3)
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Nicole Biffi26 giugno 2008
Molto cruda, seppur velata dall'illudersi, questa visione della solitudine. A volte non fa così male stare soli con sè stessi... Davvero bella la chiusa, di grande espressività. Piaciutissima.
Berta Biagini26 giugno 2008
La solitudine non sempre è deleteria, a volte aiuta a leggere meglio in noi stessi e riesce perfino a sollevarti il morale; cercando, però, di trovare sempre il lato buono delle cose. Versi come sempre fantastici.
Rasimaco26 giugno 2008
versi stupendi creati con maestria a descriver quella maledetta solitudine... che corrode come l'acido del tempo veramente piaciuta

