Il poeta è la musa (parte II)
Quasi d’incanto si spezzò l’incantesimo.
Pura, casta, immacolata coincidenza.
Echi senza fine segnalano la possibile visione della dea della tristezza.
Tra la folla in delirio la vidi apparire in tutta la sua malinconia.
Sospirò, ed un sorriso illuminò il suo floreale viso.
D’improvviso il silenzio calò il sipario, una splendida luna oscurò il cielo,
ed una lacrima spense le danze.
“Spero che sia solo un arrivederci”, mi disse con la sua voce vacua...
Un pallido sole fattosi spazio tra l’impenetrabile oscurità, illuminò il suo triste volto.
Rapita dal vento si allontanò lentamente nello spazio infinito.
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